martedì, Settembre 8, 2026
0 Carrello
Catasto

Libretto delle misure PREGEO: cos’è, come si compila e quali righe contiene

Guida tecnica alla struttura del libretto PREGEO, dalle righe codificate ai rilievi celerimetrici e GNSS, con controlli ed errori da evitare in fase operativa catastale.

Libretto delle misure PREGEO: guida alle righe e alla compilazione
681Visite

Il libretto delle misure PREGEO è l’elaborato digitale nel quale il tecnico inserisce le osservazioni topografiche utilizzate per predisporre un atto di aggiornamento del Catasto Terreni. Al suo interno vengono registrati dati identificativi, stazioni, angoli, distanze, baseline GNSS, poligonali, allineamenti, dislivelli, punti fiduciali e contorni geometrici.

Guida tecnica alla struttura del libretto PREGEO, dalle righe codificate ai rilievi celerimetrici e GNSS, con controlli ed errori da evitare in fase operativa catastale.

Il libretto delle misure raccoglie tutte le informazioni necessarie a ricostruire il rilievo catastale. Dopo aver definito lo schema delle operazioni, il professionista esegue sul posto le misure richieste per collegare i punti fiduciali e determinare i punti di dettaglio.

Tra questi possono rientrare:

  • gli spigoli dei nuovi fabbricati;
  • i vertici delle nuove dividenti;
  • il contorno della particella originaria;
  • recinzioni e manufatti;
  • cigli stradali;
  • fossati;
  • elementi stabili utili all’orientamento cartografico.

Le osservazioni vengono successivamente organizzate in una sequenza di righe numerate da 0 a 9. Ogni riga contiene un numero variabile di campi, determinato dalla metodologia di rilievo e dal tipo di informazione da registrare.

Il libretto consente quindi a PREGEO di comprendere:

  • quali punti sono stati rilevati;
  • da quale stazione sono stati osservati;
  • quali strumenti o metodi sono stati utilizzati;
  • come devono essere collegati i vertici;
  • quali linee sono nuove e quali esistono già in mappa;
  • quali punti sono stati impiegati per inquadrare il rilievo.

A cosa serve il libretto PREGEO

La funzione principale del libretto PREGEO è documentare in maniera analitica e riproducibile il rilievo alla base dell’aggiornamento catastale.

Viene utilizzato, in particolare, nella predisposizione di atti quali:

  • tipo di frazionamento;
  • tipo mappale;
  • aggiornamenti relativi a nuovi fabbricati;
  • ampliamenti di sagome esistenti;
  • ridefinizione o introduzione di dividenti;
  • atti geometrici che richiedono l’inquadramento mediante punti fiduciali.

Attraverso i dati del libretto, il software elabora lo schema del rilievo, verifica alcuni rapporti geometrici e permette al professionista di costruire la proposta di aggiornamento cartografico.

La corretta compilazione è determinante. Un rilievo eseguito con precisione può generare errori o incongruenze se angoli, distanze, codici dei punti o contorni vengono inseriti nella riga sbagliata. Allo stesso modo, il superamento dei controlli automatici non garantisce che le misure rappresentino correttamente lo stato dei luoghi.

Come è strutturato il libretto delle misure

Il libretto utilizza dieci tipologie di righe, identificate dai numeri da 0 a 9. Il numero compare sempre nel primo campo e comunica al software quale informazione deve essere interpretata.

Riga PREGEOFunzione principale
Riga 0Dati generali dell’atto e del tecnico
Riga 1Stazione celerimetrica o punto iniziale di una baseline GNSS
Riga 2Punto osservato o punto finale di una baseline GNSS
Riga 3Definizione di una poligonale
Riga 4Allineamento base o operazione di livellazione
Riga 5Punto rilevato per squadro o mediante livellazione
Riga 6Note, commenti e informazioni GNSS
Riga 7Contorni, vettori, linee e punti isolati
Riga 8Punti fiduciali e punti noti
Riga 9Parametri generali del rilievo e tipologia dell’atto

Le righe 0 e 9 devono comparire una sola volta all’inizio del libretto. Le altre possono essere ripetute e assumere configurazioni differenti in relazione alla tecnica topografica adottata.

Questa flessibilità consente di rappresentare all’interno dello stesso ambiente rilievi eseguiti con stazione totale, ricevitori GNSS, poligonali, allineamenti, squadri e livellazioni.

Come si inizia un nuovo libretto PREGEO

La compilazione comincia con la creazione di un nuovo libretto nell’ambiente dedicato del software. Il primo passaggio consiste nell’inserimento dei dati che generano la riga 0.

Successivamente deve essere compilata la riga 9. Soltanto dopo l’inserimento di queste due righe il programma rende disponibili tutte le altre tipologie necessarie per registrare le misure.

La sequenza iniziale è quindi obbligatoria:

  1. riga tipo 0;
  2. riga tipo 9;
  3. eventuali righe di commento;
  4. blocchi relativi alle misure topografiche;
  5. righe per contorni e punti fiduciali.

Il libretto non può iniziare con una riga 1, 2 o con un’altra tipologia dedicata alle osservazioni.

Riga 0: dati dell’atto e del tecnico

La riga tipo 0 identifica il documento e deve essere inserita sempre per prima. Nella struttura illustrata è formata da nove campi e comprende informazioni quali:

  • data di redazione;
  • numero di protocollo assegnato dal professionista;
  • codice catastale del Comune;
  • foglio;
  • particelle interessate;
  • nome del tecnico;
  • qualifica professionale;
  • provincia di iscrizione.

In questa fase deve essere indicata anche la natura dell’entità oggetto di aggiornamento, distinguendo le procedure ordinarie dalle casistiche previste per la modesta entità.

Gli identificativi catastali devono corrispondere a quelli contenuti nell’estratto di mappa e negli altri elaborati. Errori nel Comune, nel foglio o nei mappali possono determinare incongruenze tra libretto, proposta grafica e modello censuario.

Nel libretto può essere presente una sola riga 0.

Riga 9: parametri del rilievo e tipo di aggiornamento

La riga tipo 9 deve occupare la seconda posizione. Contiene i dati generali necessari a descrivere il contesto topografico e la tipologia dell’atto.

Tra le informazioni registrate rientrano:

  • quota media della zona;
  • precisione lineare;
  • precisione angolare;
  • coordinata Est media dei punti fiduciali;
  • versione della procedura;
  • codice del tipo di aggiornamento;
  • eventuale nota tecnica.

Le precisioni dichiarate devono essere compatibili con lo strumento e con la metodologia realmente impiegata. Non dovrebbero essere trattate come valori formali da inserire automaticamente, perché partecipano all’interpretazione e al controllo delle osservazioni.

Dopo la riga 9, PREGEO può generare una riga tipo 6 che riporta la descrizione dell’atto selezionato.

Riga 6: commenti e informazioni sul rilievo

La riga tipo 6 può essere utilizzata dal professionista per inserire brevi annotazioni all’interno del libretto.

Le note sono particolarmente utili per distinguere i diversi blocchi di dati, indicando, per esempio:

  • nuova linea dividente;
  • ampliamento del fabbricato;
  • contorno della particella;
  • punto ribattuto;
  • stazione ausiliaria;
  • particolare catastale rilevato.

Le annotazioni non sono obbligatorie, ma rendono il libretto più leggibile e consentono di comprendere rapidamente la funzione delle misure successive.

Nel caso di un rilievo GNSS, la riga 6 può essere compilata automaticamente dal programma e contenere informazioni relative al ricevitore, all’inizio e alla fine delle osservazioni, alla modalità di rilievo e ai parametri DOP.

  • Come si inserisce un rilievo celerimetrico

Nel rilievo celerimetrico, eseguito normalmente con una stazione totale, le misure vengono organizzate mediante blocchi composti dalle righe 1 e 2.

La struttura generale è la seguente:

  • una riga tipo 1 identifica la stazione;
  • le successive righe tipo 2 registrano i punti osservati dalla stessa stazione;
  • una nuova riga 1 indica il passaggio a un’altra stazione.

Questa sequenza permette di attribuire correttamente ogni angolo e ogni distanza al riferimento strumentale dal quale sono stati misurati.

Riga 1 celerimetrica: definizione della stazione

La riga tipo 1 dichiara la stazione celerimetrica e può assumere una configurazione planimetrica oppure plano-altimetrica.

Nel rilievo esclusivamente planimetrico vengono indicati:

  • codice identificativo della stazione;
  • materializzazione del punto.

Nel rilievo plano-altimetrico viene aggiunta l’altezza strumentale.

La descrizione della materializzazione deve permettere di individuare il punto in maniera inequivocabile. Formulazioni generiche come “picchetto” o “spigolo” possono risultare insufficienti quando nell’area sono presenti più elementi simili.

È preferibile utilizzare descrizioni come:

  • chiodo sul cordolo nord;
  • spigolo nord-est del pozzetto;
  • picchetto in ferro presso la recinzione;
  • vertice materializzato sul marciapiede.

Ogni riga 1 celerimetrica deve essere seguita da almeno due righe tipo 2.

Riga 2 celerimetrica: punti osservati

La riga tipo 2 contiene le misure relative ai punti battuti dalla stazione. Il numero dei campi varia in funzione del tipo di osservazione.

Con una distanza ridotta all’orizzonte vengono inseriti:

  • codice del punto;
  • angolo azimutale;
  • distanza orizzontale;
  • materializzazione.

Nel caso di una distanza inclinata vengono registrati anche l’angolo zenitale e, quando il punto deve partecipare al calcolo altimetrico, l’altezza della mira.

La struttura può quindi comprendere cinque, sei o sette campi.

L’inserimento dell’altezza del prisma non è un dettaglio secondario. Se manca questo dato, il punto può non disporre delle informazioni necessarie per essere trattato correttamente dal punto di vista altimetrico.

Anche il codice del punto deve essere controllato con attenzione. L’utilizzo dello stesso identificativo per due particolari differenti può produrre collegamenti geometrici errati nelle fasi successive.

Come vengono inseriti i dati GNSS

Nel rilievo GNSS, le righe 1 e 2 hanno una funzione diversa rispetto al rilievo celerimetrico.

La riga 1 identifica il punto iniziale di una baseline, mentre la riga 2 contiene le informazioni relative al punto finale e al vettore misurato.

Le baseline devono essere organizzate secondo una rete coerente. Il punto iniziale di ogni nuova osservazione deve coincidere con un vertice già definito come punto iniziale o finale di una baseline precedente.

Riga 1 GNSS: punto iniziale della baseline

La riga tipo 1 GNSS comprende generalmente:

  • codice della stazione;
  • coordinate geocentriche WGS84;
  • altezza del centro di fase dell’antenna;
  • materializzazione del punto.

Le coordinate geocentriche vengono espresse attraverso le componenti X, Y e Z.

Particolare attenzione deve essere riservata all’altezza dell’antenna. Il valore deve essere coerente con il sistema utilizzato dal ricevitore e dal software di elaborazione, evitando sia l’omissione sia la doppia applicazione della correzione.

Le informazioni generali sul rilievo satellitare possono determinare la generazione automatica di una successiva riga 6.

Riga 2 GNSS: punto finale e parametri di precisione

La riga tipo 2 GNSS registra il punto finale della baseline e contiene sette campi.

Tra i dati principali figurano:

  • codice del punto finale;
  • componenti ΔX, ΔY e ΔZ;
  • parametri di precisione;
  • valore PDOP o GDOP;
  • altezza dell’antenna;
  • materializzazione del punto.

I parametri di precisione possono essere rappresentati mediante la matrice di varianza-covarianza o attraverso altri valori prodotti dall’elaborazione GNSS.

Il valore DOP fornisce un’indicazione sulla geometria dei satelliti, ma non può essere considerato da solo una garanzia di qualità. Devono essere valutati anche centramento, multipath, durata dell’osservazione, soluzione ottenuta, altezza dell’antenna e stabilità del punto.

Riga 3: come si definisce una poligonale

La riga tipo 3 viene utilizzata per identificare una poligonale presente nel rilievo celerimetrico.

La riga contiene:

  • numero complessivo dei vertici;
  • sequenza dei codici che compongono la poligonale.

Le misure angolari e lineari non vengono ripetute nella riga 3, perché sono già contenute nelle righe 1 e 2. La sua funzione è indicare a PREGEO quali stazioni o punti devono essere interpretati come vertici della struttura poligonale.

L’ordine dei codici deve coincidere con lo sviluppo effettivo del rilievo. Una sequenza errata può determinare una ricostruzione non coerente della rete.

Prima della compilazione è necessario verificare:

  • esistenza di tutti i vertici richiamati;
  • continuità della poligonale;
  • corretto ordine di percorrenza;
  • presenza delle osservazioni tra le stazioni;
  • eventuali chiusure e controlli ridondanti.

Righe 4 e 5 per allineamenti e squadri

Nel rilievo per allineamenti e squadri, la riga 4 definisce una linea base, mentre le righe 5 successive descrivono la posizione dei punti rispetto a essa.

La riga tipo 4 contiene:

  • punto di origine;
  • punto di orientamento;
  • eventuale angolo di correzione;
  • modalità di definizione dell’allineamento.

Origine e orientamento devono essere stati già definiti nel libretto. L’angolo di correzione è pari a zero quando l’allineamento coincide con la direzione individuata dai due punti.

La riga tipo 5 riporta invece:

  • codice del punto osservato;
  • distanza progressiva dall’origine;
  • distanza in squadro;
  • materializzazione.

Il segno delle distanze deve essere attribuito correttamente. Una progressiva o uno squadro con segno invertito determina il ribaltamento del punto rispetto all’allineamento.

Il blocco di misure è quindi formato da una riga 4 seguita da tutte le righe 5 riferite ai particolari rilevati lungo la medesima linea.

Righe PREGEO per la livellazione

Le righe 4 e 5 vengono utilizzate anche per registrare le misure di livellazione geometrica.

Nella livellazione da un estremo:

  • la riga 4 dichiara la stazione, l’altezza dello strumento e la sua materializzazione;
  • le righe 5 registrano i punti osservati, le letture sulla mira e le relative descrizioni.

Nella livellazione dal mezzo viene utilizzata una riga 4 contenente:

  • punto indietro;
  • punto avanti;
  • lettura indietro;
  • lettura avanti;
  • eventuale annotazione.

La descrizione del riferimento altimetrico deve chiarire se la quota riguarda il terreno, un chiodo, uno spigolo o un altro particolare stabile.

Riga 7: contorni, linee e vettori

La riga tipo 7 è una delle più importanti perché consente di trasformare i punti osservati in geometrie.

Viene utilizzata per rappresentare:

  • sagome di nuovi fabbricati;
  • ampliamenti;
  • nuove dividenti;
  • contorni delle particelle;
  • linee esistenti;
  • spezzate aperte;
  • punti isolati di interesse catastale.

La riga contiene il numero dei vertici, la sequenza dei codici, il tipo di linea e, quando richiesto, gli identificativi delle particelle originarie e derivate.

Nei contorni chiusi, il punto iniziale deve essere riportato nuovamente alla fine della sequenza. In questo modo il software può riconoscere la chiusura della geometria e determinarne la superficie.

La codifica permette inoltre di distinguere:

  • linee rosse, utilizzate per le nuove geometrie;
  • linee nere, riferite agli elementi già presenti;
  • linee continue;
  • linee tratteggiate;
  • linee punteggiate.

L’ordine dei vertici deve seguire il perimetro reale dell’oggetto. Un errore nella sequenza può generare diagonali, sovrapposizioni o autointersezioni.

Riga 8: punti fiduciali e punti noti

La riga tipo 8 contiene le informazioni relative ai punti utilizzati per l’inquadramento del rilievo.

Nella configurazione planimetrica vengono indicati:

  • codice completo del punto fiduciale;
  • coordinata Nord;
  • coordinata Est;
  • attendibilità planimetrica;
  • eventuali annotazioni.

Nella configurazione altimetrica vengono riportati:

  • identificativo del punto;
  • quota;
  • attendibilità altimetrica;
  • descrizione del riferimento.

Le coordinate planimetriche sono espresse nel sistema previsto dalla procedura, mentre la nota altimetrica dovrebbe specificare con precisione il riferimento della quota.

Non è sufficiente importare automaticamente i dati del punto fiduciale. Il tecnico deve verificarne la riconoscibilità sul posto, la stabilità, la materializzazione e l’effettiva possibilità di utilizzarlo nel rilievo.

Gli errori più frequenti nel libretto delle misure

Gli errori di compilazione possono riguardare sia il formato sia la coerenza topografica.

Tra le anomalie più comuni rientrano:

  • riga 0 o riga 9 mancanti;
  • errata sequenza iniziale;
  • codici dei punti duplicati;
  • misure attribuite alla stazione sbagliata;
  • altezza strumentale non corretta;
  • altezza della mira omessa;
  • confusione tra distanza inclinata e orizzontale;
  • unità angolari errate;
  • baseline GNSS non collegate;
  • vertici della poligonale inseriti nell’ordine sbagliato;
  • segni errati negli squadri;
  • contorni non chiusi;
  • primo vertice non ripetuto;
  • linee nuove codificate come esistenti;
  • punti fiduciali non coerenti con gli archivi utilizzati;
  • discordanza tra libretto, proposta grafica e modello censuario.

Uno degli errori più insidiosi consiste nell’utilizzare lo stesso identificativo per punti diversi. Il software considera il codice come un riferimento geometrico univoco e può collegare automaticamente elementi che, sul terreno, non coincidono.

Quali controlli eseguire prima della presentazione

Prima di predisporre l’invio dell’atto, il libretto dovrebbe essere sottoposto a un controllo sistematico.

È consigliabile verificare:

  • correttezza dei dati catastali;
  • corrispondenza tra foglio, particelle ed estratto di mappa;
  • unicità dei codici;
  • sequenza delle stazioni;
  • associazione tra righe 1 e righe 2;
  • altezze strumentali e delle mire;
  • continuità delle baseline GNSS;
  • ordine dei vertici delle poligonali;
  • segno di progressive e squadri;
  • chiusura dei contorni;
  • corrispondenza tra righe 7 e proposta cartografica;
  • correttezza dei punti fiduciali;
  • coerenza delle superfici;
  • compatibilità con il modello censuario;
  • presenza delle annotazioni necessarie.

Il controllo grafico deve affiancare quello numerico. La visualizzazione dello schema consente di individuare punti ribaltati, segmenti sovrapposti, collegamenti diagonali o vertici inseriti nell’ordine sbagliato.

Perché il libretto PREGEO non è un semplice adempimento

Il libretto delle misure PREGEO costituisce il modello numerico dell’aggiornamento catastale. Attraverso le sue righe vengono ricostruiti il metodo di rilievo, la posizione dei punti, i collegamenti topografici e le geometrie da introdurre nella cartografia.

La qualità del documento dipende dalla continuità tra quattro elementi:

  1. ciò che esiste sul terreno;
  2. le misure realmente eseguite;
  3. la corretta codifica nel libretto;
  4. la rappresentazione prodotta nella proposta di aggiornamento.

PREGEO può rilevare numerose incongruenze formali, ma non può sostituire la valutazione del professionista. Il software non è in grado di stabilire autonomamente se una recinzione corrisponda a un confine, se uno spigolo sia stato identificato correttamente o se la rete di rilievo sia adeguata allo stato dei luoghi.

Per questo il libretto deve essere considerato parte integrante del progetto topografico e non come una compilazione da eseguire soltanto al termine delle operazioni di campagna.

Che cos’è il libretto delle misure PREGEO?

È il documento digitale che contiene le osservazioni topografiche, i dati delle stazioni, i punti fiduciali e le geometrie utilizzate per predisporre un aggiornamento del Catasto Terreni.

Quali righe devono essere sempre presenti?

Il libretto deve iniziare con una riga tipo 0, contenente i dati dell’atto e del tecnico, seguita da una riga tipo 9, relativa ai parametri del rilievo e alla tipologia di aggiornamento.

A cosa servono le righe 1 e 2?

Nel rilievo celerimetrico la riga 1 identifica la stazione e le righe 2 registrano i punti osservati. Nel rilievo GNSS rappresentano rispettivamente il punto iniziale e quello finale di una baseline.

Quale riga PREGEO definisce i contorni?

I contorni, le sagome dei fabbricati, le dividenti e le altre linee vengono costruiti mediante la riga tipo 7.

Dove vengono inseriti i punti fiduciali?

Le coordinate, le quote e le informazioni sui punti fiduciali vengono riportate nelle righe tipo 8.

Il libretto delle misure può essere modificato?

Le righe possono essere corrette durante la predisposizione dell’atto. Ogni modifica deve però essere verificata anche rispetto ai punti collegati, alle poligonali, ai contorni e agli altri elaborati.

PREGEO controlla automaticamente tutti gli errori?

Il programma esegue controlli formali e geometrici, ma non può verificare se il punto osservato corrisponda realmente al particolare presente sul terreno. La responsabilità tecnica del rilievo resta in capo al professionista.

Sei un ingegnere? La tua professione richiede un aggiornamento continuo?

Unione Professionisti ti dà la possibilità di progettare e completare da solo il tuo percorso di studi, proponendoti tutti i suoi corsi, sviluppati in modalità FAD asincrona, accreditati presso il CNI.

X

Per leggere l'articolo, accedi o registrati

Non hai un account? Registrati!
X

Per leggere l'articolo, lascia la tua email

Oppure accedi