mercoledì, Luglio 15, 2020
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Fisco

Decreto liquidità, il 58% delle imprese italiane sono state escluse dal prestito 25 mila euro

Decreto liquidità, il 58% delle microimprese richiedenti un prestito fino a 25 mila euro escluse dalla platea dei beneficiari.

Decreto liquidità, il 58% delle microimprese escluse dal prestito
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Più della metà delle imprese che hanno richiesto il prestito da 25mila euro allo Stato hanno visto la loro proposta respinta. Il 58 per cento della aziende non potrà accedere alla misura più importante.

Aziende e imprese commerciali ma anche pensionati titolari di ditta individuale, anche loro stando ai dati che le aziende hanno comunicato nelle scorse settimane a FederContribuenti, sarebbero totalmente esclusi dal finanziamento e in più per loro, non è prevista neppure l’agevolazione della sospensione delle rate INSP.

Una situazione davvero surreale, che centinaia di aziende italiane stanno vivendo e che il Governo sembra non riuscire a risolvere. Dati alla mano il fondo che avrebbe dovuto dare sollievo alle imprese, 1729milioni di euro, andrà a coprire soltanto la metà delle richieste di contributo.

”In poco più di 60 giorni – affermano i dirigenti di FederContribuenti – le perdite di una piccola attività commerciale non possono essere meno di 4mila euro. Debiti, fisco, bollette, pagamenti dei fornitori, ad oggi le pmi registrano mediamente perdite superiori alle migliaia di euro.

La situazione drammatica del coronavirus si è poi sviluppata su un tessuto imprenditoriale già da tempo afflitto da problemi di natura fiscale. Dai dati comunicatici dalla federazione dei contribuenti emerge come circa il 61 per cento delle aziende del bel paese ha debiti di natura fiscale. Attività, sopratutto le piccole, che ad oggi sono state lasciate sole ad affrontare la crisi.

La ripresa, avviata a partire dal 4 maggio, non ha comunque aiutato a ristabilire i valori economici precedenti. In poche parole, nonostante i tanti proclami, le PMI hanno necessità di liquidità immediata per non morire e indebolire ancora di più il tessuto economico e produttivo dell’Italia.

Perchè è preferibile far arrivare soldi, liquidità, alle imprese?

Aiutare le imprese con liquidità immediata significa, senza fare grossi giri di parole, salvarle dalla chiusura e al contempo evitare speculazioni da parte di soggetti esteri.

Liquidità ma senza costringere le imprese a contrarre altri, pericolosi, debiti.

Federcontribuenti, come anche altri importanti attori del panorama produttivo italiano ha richiesto al Governo l’istituzione di una sorta di Lirabond. Una nuova moneta d’emergenza da utilizzare in questo stato di crisi che, secondo federcontribuenti, potrebbe aiutarci a dimezzare il debito pubblico e favorire la ripresa economica delle aziende italiane in difficolta.

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