lunedì, Maggio 25, 2020
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Appalti

Subappalto: un po’ di buon senso dal TAR Lazio

Il tema Subappalto oltre ad essere tra quelli più scottanti è anche uno dei temi più dibattuti del panorama normativo degli appalti. Il parere di Finco sulla recente sentenza del TAR del Lazio

Subappalto: dal TAR Lazio in arrivo un pò di buon senso
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Lo strumento del “Subappalto” rappresenta un tema scottante in Italia. Per anni si è discusso tra i pro e i contro dell’uso del SubAppalto e il fatto che oggi si continui a discuterne è la prova che non si è mai trovato un punto d’incontro.

“La “disputa” – afferma Carla Tomasi Presidente Finco – tra quanti ritengono il ricorso al subappalto positivo e quanti invece pensano di dover utilizzare altri strumenti è datata, ma sempre attuale, sopratutto quando tra gli organi legislativi e parlamentari si parla di ipotesi di modifica normativa al Codice dei Contratti Pubblici.

Il Tema è ritornato al centro delle cronache degli esperti in queste settimane di quarantena forzata e di discussioni su quali misure di lotta al Coronavirus siano più utili. Tra le tanti iniziative burocratiche il Dipartimento per la Programmazione ed il Coordinamento della Politica Economica (DIPE), all’interno del documento informale sulle misure di risposta all’emergenza Covid-19 ha riproposto l’argomento e ventilato l’ipotesi di un subappalto libero da condizionamenti.

Finco denuncia l’idea e parla di “ipotesi irricevibile” anche per lo stesso Ministero delle Infrastrutture. Ministero che da diverso tempo cerca una soluzione per coniugare la libertà delle imprese con l’importante garanzia dell’ordine pubblico.

Per tuta risposta FINCO, per bocca della sua presidente Tomasi afferma che il subappalto dovrebbe essere considerato come uno strumento residuale nella gestione della commessa pubblica.

“L’uso del SubAppalto dovrebbe essere limitato a lavorazioni puramente accessorie e complementari – conclude la Tomasi – al fine di non snaturare le capacità stesse dell’offerente che viene scelto (o dovrebbe esserlo) per la sua Qualificazione non per la sua abilità a trovare altri che facciano il lavoro al posto suo – ha avanzato una proposta di revisione complessiva dei limiti al subappalto nell’ambito, però, di un equilibrio d’insieme delle previsioni del Codice che incidono direttamente o indirettamente sull’attività delle imprese che si trovano nella condizioni di essere subappaltatori – conclude Carla Tomasi”.

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