martedì, dicembre 11, 2018
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Dall’Europa all’Australia in tre ore: la nuova sfida europea del volo ad alta velocità nella stratosfera

La ricerca è multidisciplinare, combina aspetti tecnologici ad aspetti operativi e tratta del progetto di un velivolo ad alta velocità con sistema propulsivo innovativo - air breathing -

Sfida europea del volo ad alta velocità nella stratosfera
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Quello che oggi può sembrare tratto da un film di fantascienza potrebbe già essere testato al di fuori del laboratorio nel 2035: è l’obiettivo del progetto europeo STRATOFLY coordinato dal Politecnico di Torino che esplora i voli ad alta velocità per il trasporto passeggeri nella stratosfera, su cui lavorerà sinergicamente un consorzio formato da Institut von Karman de Dynamique des Fluides (Belgium), Stichting Nationaal Lucht – En Ruimtevaartlaboratorium (The Nederlands), Centro Italiano Ricerche Aerospaziali Scpa (Italy), Deutsches Zentrum für Luft – Und Raumfahrt e.V. (Germany), Office National d’Etudes et de Recherches Aerospatiales (France), CNRS – Centre National de La Recherche Scientifique (France), Totalforsvarets Forskningsinstitut (Sweden), Technische Universitat Hamburg (Germany), Fundacion de la Ingenieria Civil De Galicia (Spain).

Un cambiamento rivoluzionario che permetterebbe di spostare in tempi adesso impensabili non solo oggetti ma anche persone: il volo ipersonico nella stratosfera sarebbe infatti otto volte più veloce del suono e ben dieci volte più veloce di un aereo di linea che viene utilizzato per le tratte civili. In questo modo sarà possibile “connettere” luoghi lontani in un tempo decisamente ridotto: ad esempio si potrà viaggiare dall’Europa all’Australia in sole tre ore, rivoluzionando così il mondo dei trasporti aerei. Un modo diverso di viaggiare che terrà conto anche del comfort, dei ritmi sonno-veglia e degli aspetti di sicurezza dei passeggeri: oltre all’attenzione relativa alla tecnologia della propulsione, sono in fase di studio velivoli che tengano conto di tutti questi aspetti per il benessere di chi fruirà del servizio.

La ricerca è multidisciplinare, combina aspetti tecnologici ad aspetti operativi e tratta del progetto di un velivolo ad alta velocità con sistema propulsivo innovativo “air breathing” basato su due sistemi integrati similari a quelli dei velivoli commerciali – a carburante e aria – ma utilizzando un tipo di propellente differente: l’idrogeno liquido.

“Siamo orgogliosi di lavorare ad un progetto che contribuirà a far compiere all’Europa un altro passo fondamentale verso il trasporto aereo passeggeri ad altissima velocità” dichiara Nicole Viola, coordinatrice del progetto e Docente del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale.

Diversi i vantaggi della tecnologia: oltre alla notevole riduzione dei tempi di trasferta per voli civili a lungo raggio, si potranno individuare nuove rotte in spazi di volo – nella stratosfera – al momento non sfruttati, e al contempo ridurre le emissioni e il rumore, valutando l’impatto sul clima e garantendo al contempo standard di sicurezza adeguati al trasporto passeggeri.

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