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Aumentano le iscrizioni ai corsi di laurea in ingegneria

Il nuovo rapporto del Centro Studi del CNI fotografa un sistema universitario in crescita, con più iscritti, nuovi equilibri disciplinari e un ruolo femminile sempre più centrale.

Aumentano le iscrizioni ai corsi di laurea in ingegneria
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I corsi di laurea in ingegneria continuano a confermarsi tra i percorsi universitari più attrattivi per i giovani. Nell’anno accademico 2024-25, le immatricolazioni registrano un incremento complessivo del 6%, un dato che riflette sia la solidità dell’offerta formativa sia il buon andamento generale delle iscrizioni all’università. Nel 2024, infatti, il 73% dei diplomati ha scelto di proseguire gli studi, quattro punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) dedicato all’andamento delle iscrizioni nei corsi di area ingegneristica.

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Il nuovo rapporto del Centro Studi del CNI fotografa un sistema universitario in crescita, con più iscritti, nuovi equilibri disciplinari e un ruolo femminile sempre più centrale.

I corsi di laurea in ingegneria continuano a essere tra le scelte più solide e attrattive per chi si affaccia al mondo universitario. Nell’anno accademico 2024-25, le immatricolazioni fanno segnare una crescita complessiva del 6%, confermando la tenuta dell’offerta formativa e il buon andamento generale delle iscrizioni all’università. Un trend sostenuto anche dall’aumento dei diplomati che proseguono gli studi: nel 2024 la quota ha raggiunto il 73%, quattro punti percentuali in più rispetto all’anno precedente. A fotografare questo scenario è l’ultimo rapporto annuale del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), dedicato all’analisi delle iscrizioni nell’area ingegneristica.

Gli indirizzi più richiesti: industria e informazione in testa

A trainare l’incremento delle iscrizioni sono soprattutto gli ambiti industriali e dell’informazione, che insieme raccolgono quasi 46mila nuovi immatricolati, pari al 12,7% del totale. Segnali positivi arrivano anche dal gruppo Ingegneria civile e Architettura, che supera le 13.400 iscrizioni, con un aumento del 3,7%. Dati che si inseriscono in un contesto più ampio, in cui l’università torna a essere percepita come leva di mobilità sociale e canale privilegiato di inserimento qualificato nel mercato del lavoro.

Ingegneria “tradizionale” e accesso alla professione

Limitando lo sguardo ai corsi di laurea in ingegneria tradizionali, quelli che storicamente costituivano la base delle ex Facoltà di Ingegneria, le immatricolazioni arrivano a sfiorare quota 55mila. Se invece si amplia l’analisi all’intero bacino dei potenziali ingegneri e ingegneri iunior, includendo tutte le classi di laurea che consentono l’accesso all’Esame di Stato, il numero complessivo sale a quasi 68mila studenti, con una crescita di circa il 6% rispetto all’anno accademico precedente.

Settori in crescita e primi segnali dal comparto civile

Entrando nel dettaglio delle singole classi, Ingegneria industriale si conferma la più scelta, con oltre 26mila immatricolati e un incremento prossimo al 10% su base annua. In aumento anche Ingegneria dell’informazione (+6,1%). Dopo anni di contrazione, il settore civile e ambientale mostra segnali di stabilizzazione e timidi slanci positivi: la classe Scienze e tecniche dell’edilizia cresce del 16,3%, mentre la laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e ingegneria edile-architettura registra un +6%. Resta aperta la domanda se si tratti di un rimbalzo isolato o dell’inizio di una reale inversione di tendenza.

La lettura del CNI: domanda elevata e nuovi equilibri

«Il quadro che emerge è incoraggiante», osserva Angelo Domenico Perrini, presidente del CNI. Le immatricolazioni in ingegneria continuano a crescere in coerenza con una domanda di ingegneri che rimane alta. Accanto all’espansione dei nuovi settori dell’ingegneria, particolarmente attrattivi per le giovani generazioni, è significativo il ritorno di interesse per il comparto civile e ambientale, ritenuto strategico per lo sviluppo del Paese. Un ulteriore elemento positivo è rappresentato dalla crescita costante della componente femminile, sostenuta anche da progetti come Ingenio al femminile e STEMInsieme.

Architettura e ingegneria edile-architettura: un modello ibrido vincente

Sullo stesso tema interviene Giuseppe Maria Margiotta, consigliere segretario del CNI con delega al Centro Studi, che richiama l’attenzione sui corsi magistrali a ciclo unico in Architettura e ingegneria edile-architettura. «Si tratta di un percorso unico nel panorama universitario – spiega – organizzato su cinque anni continuativi e capace di offrire l’accesso sia all’Albo degli Ingegneri sia a quello degli Architetti». Proprio questo doppio sbocco professionale sarebbe alla base del loro successo: dopo il minimo storico di 1.802 immatricolazioni nel 2018-19, questi corsi hanno conosciuto una crescita costante fino a raggiungere oggi quasi 3mila iscritti.

Competenze tecniche e politiche pubbliche

Una lettura più sistemica arriva da Marco Ghionna, presidente del Centro Studi del CNI. L’aumento delle iscrizioni, sottolinea, è coerente con la crescente richiesta di competenze tecniche legate all’industria, alla digitalizzazione e alla sicurezza del territorio. Le scelte formative dei giovani intercettano traiettorie reali di sviluppo e pongono la necessità di politiche pubbliche capaci di accompagnare questi processi, piuttosto che inseguirli.

La questione di genere: numeri in crescita

Rilevanti anche i dati relativi alla presenza femminile. Le donne raggiungono oggi il 28,2% del totale degli iscritti, con oltre 15mila nuove immatricolate, circa 1.500 in più rispetto all’anno precedente. La quota maggiore si concentra in Ingegneria industriale (quasi 7mila iscritte) e in Ingegneria dell’informazione (circa 5mila). Accanto ai tradizionali percorsi di Ingegneria biomedica e gestionale, cresce l’interesse femminile verso l’area dell’informazione, che rappresenta ormai circa un terzo delle studentesse iscritte ai corsi di laurea in ingegneria. Un segnale chiaro di un settore in trasformazione, sempre più diversificato e inclusivo.

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