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Confedilizia, le due anime del nuovo catasto

Secondo Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia, l’anima patrimoniale del catasto algoritmico sarebbe la parte più innovativa della riforma

 


Confedilizia, le due anime del nuovo catasto

12/09/2013. Una delle principali novità introdotte dalla riforma del catasto, all’esame della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, è l’attribuzione ad ogni unità immobiliare, non solo della tradizionale rendita, ma anche di un valore patrimoniale.

 

Secondo il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, la nuova duplice natura del catasto rappresenta una “innovazione storica”. Sforza Fogliani sottolinea che in Italia il Catasto “è sempre stato (fin dal 1871) un Catasto di redditi (solo alcuni Stati preunitari avevano Catasti patrimoniali, per incapacità del loro sistema di accertare i redditi). Lo è anche l’attuale: solo che a fine anni ‘80 vennero «censiti» (in un qualche modo) i valori, trasformati nel ‘90 in rendite con l’applicazione - in modo del tutto superficiale - di elementari coefficienti (1% per gli appartamenti, 2% per gli uffici, 3% per i negozi). Di fatto, rimase un Catasto sostanzialmente di valori, e fittiziamente di rendite”.

 

Dall’altro lato, il presidente di Confedilizia si chiede a cosa servirà il dato di ogni unità immobiliare sul valore patrimoniale del nuovo Catasto, “a cosa servirà, in particolare, nell’ambito della Service-tax, tassa (e non imposta) che ha nel collegamento con i servizi e i loro parametri, il suo vero aspetto innovativo?”.

 

Sforza Fogliani definisce “una conquista importantissima” la formale pubblicazione degli algoritmi, prevista dal testo della riforma del catasto, e giudica “fondamentale” l’apertura ai rappresentanti delle associazioni di categoria del settore immobiliare che, insieme all’Agenzia del Territorio e ai Comuni, parteciperanno alle commissioni provinciali che ridefiniranno i valori catastali.

 

L’associazione della proprietà edilizia saluta infine con favore ulteriori novità introdotte dalla riforma quali: il controllo a livello comunale dell’invarianza del gettito e le nuove misure di tutela anticipata del contribuente, in particolare l’autotutela e il ricorso alle Commissioni tributarie.






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